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Normative Strutture Temporanee

12471509 555806614577524 6025102072526703817 oLa norma che regola il rilascio della autorizzazioni al montaggio
Strutture temporanee
Le strutture temporanee vengono trattate, nella norma italiana, all’interno delle opere di edilizia minore in quanto hanno caratteristiche diverse rispetto alle opere di costruzione tradizionali.

Per essere definita struttura temporanea un qualsiasi manufatto (realizzato in acciaio, alluminio, PVC, legno o altri materiali) deve essere facilmente smontabile e non avere alcun collegamento permanente al suolo. In particolare non deve essere fissato a plinti, non deve essere dotato di rotaie fisse e non deve essere solidamente collegato a edifici tradizionali. Altro requisito fondamentale delle strutture temporanee è la temporaneità dell’utilizzo. I tempi massimi di utilizzo di una struttura temporanea variano in funzione delle diverse norme Comunali e possono arrivare ad un massimo di tre anni. Per ottenere l’autorizzazione al montaggio è prevista la presentazione di una S.C.I.A., accompagnata dalla certificazione della struttura e da una dichiarazione relativa al periodo di utilizzo e l’obbligo per il richiedente di ripristinare lo stato dei luoghi a fine utilizzo. Alcune amministrazioni comunali richiedono una fidejussione bancaria a garanzia delle obbligazioni assunte dal richiedente.  La presentazione della S.C.I.A. consente il montaggio delle strutture senza dover attendere i tre mesi di silenzio assenso prima previsti dalla presentazione della vecchia D.I.A. In ogni caso è preferibile, prima di acquistare qualsiasi struttura temporanea, informarsi presso il Comune di riferimento su quali siano le specifiche richieste dell’amministrazione e di verificare che non esistano anche vincoli diversi (paesaggistica).
Attrezzatura lavorazioni
Le attrezzature per le lavorazioni aeree sono delle strutture in acciaio o in alluminio che fanno da supporto a dei teli in PVC ed hanno la funzione di riparare dagli agenti atmosferici gli operatori durante le lavorazioni da effettuarsi in piazzale su imbarcazioni. Le caratteristiche principali di tali strutture sono fondamentalmente due: La prima consiste nel fatto che le strutture debbano essere completamente dotate di ruote (senza binari) e debbano essere mobili anche con l’ausilio di mezzi meccanici); la seconda consiste nel fatto che queste attrezzature debbano essere realizzate con componenti standard che possano essere montati esclusivamente come previsto nel manuale di montaggio ed evitino la costruzione di manufatti con forme diverse. Ad esempio, le connessioni tra un componente e l’altro devono essere fisse e non possono essere ad angolazioni diverse (come le connessioni dei ponteggi). Per tali attrezzature non è prevista nemmeno la presentazione della S.C.I.A. così come non è prevista per altre attrezzature quali Travel Lift, Scale etc. La norma che queste attrezzature devono rispettare è infatti quella delle scale ed attrezzature per le lavorazioni in quota e non quella delle strutture temporanee.
Le certificazioni:
Strutture temporanee
Le strutture temporanee, per essere immesse sul mercato sia da un produttore comunitario che da un importatore da un paese extracomunitario devono essere accompagnate da una certificazione di tenuta ai carichi superiori e laterali ( tenuta a vento e neve) redatta da un Ingegnere iscritto all’albo e predisposta secondo i carichi previsti dalla tabella dell’area nella quale si intende montare la struttura,  un certificato di ignifugazione del telo in PVC e da un manuale di montaggio e smontaggio della struttura nella quale vengano menzionati i componenti, i metodi di assemblaggio, i D.P.I. ( dispositivi di protezione individuale) da utilizzare durante le operazioni e le manutenzioni ordinarie e straordinarie da effettuare alla struttura per renderla sempre sicura nel tempo.  Le strutture temporanee non hanno bisogno di alcuna certificazione CE in quanto non sono strutture regolamentate dalla UNI EN1090. Questa direttiva europea infatti, regola i materiali da costruzione e non le strutture temporanee. La direttiva è collegata a varie norme europee ed a varie normative italiane e la sua interpretazione è spesso errata. Una chiave di lettura più semplice è disponibile presso il sito del Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche in collaborazione con edilportale (copiare ed incollare il seguente link: http://unicmi.it/images/Newsletter/lancio/UX1090/press/F01dRee5689X.html#p=40).
EN1090Il documento porta la firma del Ing. Dario Agalbato, dell' Ing benedetto Cordova, dell' Ing franco De Pizzol, dell' Ing Emanuele Maiorana, dell' Ing Francesco Masetti, dell' Ing stefano Morra, dell' Ing Marco Perazzi ed altri.  Purtroppo, il documento è coperto da copyright e non siamo autorizzati a  fornire il documento in PDF ma riportiamo solo alcune pagine che sono quelle di maggiore interesse (il documento integrale può comunque essere letto nel link prima riportato). Dall’analisi del documento si evince chiaramente che la norma si riferisce esclusivamente ai prodotti da costruzione utilizzati per la realizzazione di edifici tradizionali ( ad esempio l’acciaio utilizzato per la realizzazione di cemento armato ). Allo stesso link,vista la difficoltà nell'interpretazione della norma, viene anche fornito una semplice tabella per identificare i prodotti che sono regolamentati dalla direttiva (Pagina N°50).In particolare nella tabella si chiarisce che solo i prodotti che rispondono a tutti e tre i requisiti devono essere commercializzati con la marcatura CE. Più chiaramente: devono essere opere di costruzione (e le strutture temporanee non lo sono in quanto sono considerate delle opere per utilizzo limitato nel tempo), il prodotto deve essere destinato alla incorporazione permanente ad un'opera di costruzione (le strutture temporanee sono strutture indipendenti ed hanno una propria certificazione statica). Solo nel caso in cui le strutture siano solidamente collegate ad un edificio tradizionale potrebbero comprometterne la staticità ( come nel caso dei capannoni "zoppi" o nel caso di strutture con pareti in cemento e tetto realizzato in acciaio).  

en1090.1Attrezzatura lavorazioni
Le attrezzature per le lavorazioni aeree fanno riferimento, da un punto di vista normativo esclusivamente a quanto stabilito dalla norma per le attrezzature per le lavorazioni in quota ed è fatto obbligo per il fabbricate di fornire un certificato di ignifugazione del telo in PVC e da un manuale di montaggio e smontaggio della struttura nella quale vengano menzionati i componenti, i metodi di assemblaggio, i D.P.I. ( dispositivi di protezione individuale) da utilizzare durante le operazioni e le manutenzioni ordinarie e straordinarie da effettuare alla struttura per renderla sempre sicura nel tempo.La norma che regola il rilascio della autorizzazioni al montaggio.